Uso ritmico del colore

Simone Martini, Maestà (particolare), 1312-15

 

Per portare un esempio di uso ritmico del colore parleremo della notissima Maestà (1) di Simone Martini dipinta nel 1312-15.

(1)

L’opera ha un andamento orizzontale. Nella parte inferiore vi compare il trono sul quale siede la Madonna con il bambino e ai cui lati si raccolgono i santi, sopra di essi, nella parte superiore, si staglia sul fondo blu il baldacchino colorato che funge da copertura. Se ora proviamo a eliminare la parte superiore del dipinto (2) cosa accade?

(2)

L’immagine sembra molto meno efficace, più piatta e statica. La forza dell’opera è, infatti, tutta assegnata al decoro, le cui alternanze rosse e nero-oro creano ritmicità e movimento, essendo inoltre poste in un saliscendi che accompagna la successione ritmico-cromatica sembrano far roteare tutta la scena come una giostrina di paese, della quale ci sembra, osservandola, di avvertire la musica da carillon. Le stesse figure senza di essa appaiono disgregate, è la ritmicità del decoro a farle dialogare.

Il colore usato ritmicamente dona armonia – che intesa come da vocabolario è consonanza di voci o di strumenti; combinazione di accordi, cioè di suoni simultanei, che produce un’impressione piacevole all’orecchio e all’animo (www.treccani.it) – all’opera. La presenza armonica del colore è del resto impiegata abitualmente nella costruzione di un’immagine. Colori presenti nei personaggi, ad esempio, possono tornare in alcuni elementi del paesaggio, per creare assonanze che diano continuità e ritmo all’immagine. Se osserviamo ad esempio Donna in blu (3) di Johannes Vermeer (1632-1675), possiamo notare come l’uso del blu torni nella figura e nelle due seggiole, l’una collocatale di fronte e l’altra dietro. Questo ritorno del blu da continuità e rende la figura molto meno statica, che essendo posta in verticale centrale rischierebbe di assegnare all’intera opera una rigida immobilità. Le due seggiole in assonanza con la veste della donna danno continuità armonica all’immagine. La gonna richiama, sempre per assonanza cromatica, la mappa appesa alla parete, creando continuità verticale tra il sopra e il sotto. Infine l’assonanza creata dalle ombre della tovaglia in primo piano, del fianco della seggiola sempre in primo piano e della veste, forma un triangolo centrale il cui vertice indica il vestito della donna.

(3)

Vi è poi un andamento spaziale, in diagonale discendente, generato dalla luce di una finestra che non vediamo e che va a posarsi sul viso della donna, discesa diagonale replicata dai blu delle due seggiole e dalle ombre degli elementi posti in primo piano. Abbiamo dunque da un lato un’assonanza di colori che assegna armonia e ritmicità di lettura all’opera, dall’altro lato una direzionalità che assegna un andamento spaziale e contenutistico all’immagine. Quella diagonale discendente, infatti, non lascia presagire nulla di positivo rispetto al contenuto di quella lettera. La mappa ci rammenta che quella missiva giunge da terre lontane? Dove il marito si trova, dato che lei è incinta? Scritta da lui o che semplicemente ne porta notizie? Il fatto che realisticamente la donna ritratta, come in molti altri dipinti del maestro olandese, sia la moglie, non impediva a Veermer d’impiegare la sua modella per inscenare narrazioni svincolate dalla sua vita familiare.

Portiamo ora un esempio pubblicitario nel quale il messaggio di vendita è prevalentemente assegnato all’aspetto cromatico (4).

La pagina pubblicizza un noto liquore, del quale non ci segnala sue specifiche qualità, lo associa invece all’amicizia, fa leva cioè sul nostro concetto di appartenenza e unione. Aspetti che ci fanno sentire sicuri e al caldo per così dire. Sia l’headline, “aggiungi sapore ad una serata con amici”, che l’immagine suscitano calore e appartenenza. I tre amici che si sorridono confidenzialmente campeggiano sulla bottiglia di liquore, dove, sopra le loro teste, compare lo stesso headline, associandosi in modo immediato alle tre figure e al contempo evidenziandole. La bottiglia presenta un colore molto caldo, quello del liquore, impiegato a contenere e rappresentare la complicità di quegli sguardi e di quei sorrisi. Colore che appare tanto più caldo in rapporto ai blu e ai viola del fondo, che, sembrano suggerire, solo bevendo Grand Marnier si appartiene al gruppo di amici, fuori del quale regna il freddo e la solitudine. Bottiglia e bicchieri, per associazione ritmico-cromatica, procedono in diagonale ascendente, andamento replicato dall’headline e dal logo messi in relazione dal bianco. Questa doppia ascensione ritmico-cromatica compone un corridoio visivo di natura prospettica, che spinge la bottiglia, e gli amici, di fronte a noi, giungendo da un orizzonte lontano posto sulla destra sino al primo piano sulla sinistra. Espediente che rende ancora più efficace la presenza della bottiglia e del gruppo di amici al suo interno che, così, sembrano venirci incontro e invitarci ad appartenere a quel circolo esclusivo.

(4)

 

Bibliografia

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Siti web

http://www.treccani.it/vocabolario/

https://it.wikipedia.org